L’avanguardia
dell’architettura in legno
SpaceShip è la nuova struttura sperimentale in legno di Rubner Haus, costruita su un progetto degli architetti Cesare Griffa e Paolo Scoglio, docenti del Politecnico di Torino e di IED Istituto Europeo di Design di Torino. Una sintesi di ciò che Rubner Haus è in grado di proporre ai progettisti per soddisfare ogni richiesta del cliente, senza alcun limite tecnologico e funzionale: un invito tangibile per gli architetti a scoprire le innumerevoli possibilità che possono scaturire dalla sinergia con Rubner Haus. SpaceShip è atterrato a Milano per conoscere i terrestri a Fuorisalone 2018. Decollerà presto diretto al Centro Rubner Haus di Chienes (Alto Adige), dove tutti potranno visitarlo, fino alla sua partenza per la prossima missione.

Per maggiori informazioni contattaci:
Stefano Lampone
M: +39 347 53 33 815
stefano.lampone@rubner.com

Com’è nato il progetto.

Da una partnership tra Rubner Haus e IED Torino che ha coinvolto gli studenti del Master in Smart Buildings and Sustainable Design.

scopo del progetto.

Reinterpretare il sistema costruttivo Blockhaus, uno dei più antichi al mondo, sviluppando inedite soluzioni di applicazione e dimostrando come questa tecnologia risponda perfettamente alle esigenze stilistiche e strutturali dell’architettura contemporanea, soprattutto per le abitazioni a risparmio energetico.

The Book of Possibilities.

Le caratteristiche e le possibilità offerte dalla tecnologia Blockhaus sono state codificate dagli studenti e dagli architetti IED nei Book of Possibilities. I progetti elaborati durante il Master rispettando questi codici hanno messo in luce il potenziale sopito del sistema Blockhaus, sottolineandone i caratteri salienti:

  • connessione angolare libera a due e tre incastri
  • connessione parete-copertura piana o inclinata
  • zona buffer
  • lavorazione di superficie interna ed esterna degli elementi lignei orizzontali
  • integrazione con l’arredo ligneo.

il risultato.

La concretizzazione della visione di Rubner Haus del futuro, che adopera un materiale , il legno, seguendo i codici di una progettazione parametrica generativa e coniugandolo con le più strategie e tecnologie di bio-costruzione: un modulo dalla scocca lignea pura, inteso come organismo capace di sfruttare il sole e la fotosintesi per produrre l’energia, il nutrimento, l’ossigeno e l’acqua necessari al sostegno vitale di chi lo occupa. SpaceShip è la dimostrazione di come un sistema costruttivo tradizionale possa essere reinterpretato con gli strumenti della progettazione e della lavorazione più evoluti e sia capace di realizzare architetture in legno dal repertorio formale pressoché illimitato.

IL SISTEMA VITALE.

SpaceShip è dotato di sistemi che sfruttano l’energia solare attraverso processi fotosintetici per produrre cibo e ossigeno e fissare l’anidride carbonica.

Pareti laterali interne:
Orto verticale con fagioli, zucca, soia (proteine vegetali di elevato valore nutritivo) e carote, zucchine, spinaci (ricchi di amminoacidi, vitamine e pigmenti antiossidanti). Spirulina e Chlorella, microalghe edibili (ricche di proteine vegetali e acidi grassi polinsaturi come gli Omega-3). Il cibo prodotto è raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) quale base di un’alimentazione equilibrata indispensabile per la salute ed è lo stesso utilizzato per il sostentamento degli astronauti. Piante e alghe rigenerano l’aria assorbendo l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione e producendo ossigeno.

Serra solare:
Collocata sulla coda della navicella, completa il sistema di purificazione naturale: vi si coltivano piante che neutralizzano le sostanze organiche volatili (formaldeide, benzene, tricloroetilene e altri componenti presenti suivestiti, nella carta, nei detersivi e in altri prodotti di uso domestico quotidiano): Lingua di Suocera, Ficus Benjamina, Aloe, Dracena.

Acqua:
Piovana, stoccata in un serbatoio sotto la navicella e incanalata in un sistema di irrigazione automatizzato da piccole pompe a consumo ridotto.

Luce:
Altra componente fondamentale dei processi fotosintetici, è la luce naturale del sole integrata da sistemi puntuali a LED nelle zone meno illuminate e di notte.

IL SISTEMA ENERGETICO.

Ogni elemento che compone Rubner Haus SpaceShip è studiato per limitare e razionalizzare l’impiego di energia.
  • La serra solare sulla coda è una fonte di calore che climatizza l’abitacolo con un sistema di ventilazione naturale.
  • Una coppia di estrattori di aria air exhaust, ispirati alle prese d’aria dei motori sovralimentati delle Muscle car, elimina l’aria calda in caso di sovrariscaldamento, attraverso fori di ventilazione sulla parte superiore degli estrattori, con “effetto camino”, senza dispendio di energia.
  • Equipaggiamenti elettrici: sistema d’illuminazione a LED a basso consumo, aeratori per le alghe, pompe per l’irrigazione e prese di servizio di meno di 1 KW.
La navicella utilizza unicamente energia elettrica dal sole grazie a un sistema di pannelli ad alto rendimento integrati in copertura stoccata in una batteria domestica Powerwall.

Obiettivo:
Raggiungere il 100% di autoalimentazione garantita unicamente da energia solare rinnovabile.
Crediti.
Costruzione:
Rubner Haus
Design:
Cesare Griffa e Paolo Scoglio
Collaboratori:
Davide Iannici, Gaetano Fede, Andrea Vissio
IED Torino, Studenti:
Shadi Abou Samra, Gaetano Di Fede, Beatrice Feneri, Davide Iannici, Filippo La Placa, Maria Lucia Raiola, Giulia Roccasalva, Daria Taeb, Yury Gabriela Espinoza Lopez
IED Torino, Docenti:
Cesare Griffa, Paolo Scoglio, Andrea Graziano, Marco Palma, Carlo Micono, Guido Zanzottera